Antonio “Rigo” Righetti

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antonio rigo righetti

Antonio “Rigo” Righetti: La “storia” musicale di Rigo inizia nei primi anni ottanta, nel cuore della pianura padana.
Grandi concerti immancabili in quegli anni (i Clash in Piazza Maggiore a Bologna, Bruce Springsteen a Zurigo, i Weather Report con Jaco Pastorius, i Talking Heads e tutta la scena all’avanguardia del suono) fanno da miccia per accendere il falò di una passione che è in continuo rinnovamento

Rigo dapprima suona con vari gruppi locali, dai new romantic ai rockabilly, dalla presunta fusion o jazz-rock che dir si voglia, al punk rock, tutto entra a far parte dell’evoluzione del nostro. Nel 1984 entra nei The Rocking Chairs, coi quali registra quattro album distribuiti dalla Emi, due dei quali vengono realizzati rispettivamente a New York e a Nashville e licenziati in Germania , Olanda e Giappone.

L’esperienza negli States ha un impatto molto forte sul nostro, l’America è in piena reagonomics, Rigo dopo aver sognato per anni una specie di promised land, visione mutuata dalla scena musicale, trova la terra dell’ingiustizia sociale e delle diseguaglianze ma anche un posto che continua a produrre grande musica e ottimi musicisti. Finita l’esperienza dei The Rocking Chairs, Rigo, sempre con Robby (Pellati, batterista e inseparabile compagno d’avventura, ad oggi per ventitre’ anni insieme) suona sia in studio che live con i The Gang, consolidata band a metà tra l’urgenza sociale dei Clash e la canzone d’autore italiana.

Nell’autunno del 1994 viene chiamato da Luciano Ligabue per sostituire il bassista dei Clandestino in una data a Essen in Germania. Luciano gli affida la formazione del suo nuovo gruppo, Rigo coinvolge Robby Pellati alla batteria e gli altri membri che lavoreranno con Luciano sia in studio che live fino al 2007.
Gli anni con Luciano sono fitti di incontri molto importanti e stimolanti, da Fabrizio Barbacci, che produce Buon Compleanno Elvis, la colonna sonora di Radio Freccia (registrata ai Southern Tracks di Atlanta) fino a Fuori come Va, l’esperienza del Pavarotti and Friends, i vari live a San Siro e all’Olimpico, i tour teatrali, il concerto del Campo Volo. Fabrizio Simoncioni è l’engineer che instaura un rapporto di fiducia e amicizia col nostro che lo porta a lavorare sia su “Songs from a Room”(2005) che su “Smiles & Troubles”(2009).

“Un disco nasce dalle canzoni, dalle storie che ci si trova a raccontare in musica, qualche volta senza volerlo , spesso senza saperlo, solo in un secondo tempo accorgendosi di quanto ci si e’ esposti, di quanto si è tirato fuori di sè.
Il lavoro su Smiles & Troubles è iniziato dentro il mio homestudio e dentro camere d’albergo che mi sono trovato ad occupare per caso, riarredate con giri di accordi e groove ritmici stesi per cantarci sopra parole che trovassero la loro strada, misteriosi reperti dissotterrati e lande ancora inesplorate tra il significato e il nonsense.
Alcune di queste canzoni sono frutto di striminziti seggiolini di monovolume sfiniti e sfibrati per aver trasportato troppi passeggeri, pranzi frugali a base di gallette di riso, piccole pause nello scorrere impetuoso e ondivago del tempo, pneumatici che frusciano sull’asfalto nero e bagnato dell’A1, qualche caffè di troppo e magliette zeppe di sudore dentro borse di plastica a ricordarti che cosa hai fatto la sera precedente.
Camminando e respirando l’aria di posti al sud e inspirando aria gelida di altri posti al nord, mentre pensieri per il mondo in generale si muovono dentro alla testa senza portare alcuna illuminazione, lontanissima l’idea di una soluzione”.

(da facebook.com)

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