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Quando la Stratocaster comparve per le prime volte, probabilmente
la domanda più ricorrente fu: “Ma è una chitarra,
quella?”. Le chitarre elettriche, con la cassa piena, erano
state introdotte solo da quattro anni, e comunque la Stratocaster
era una chitarra elettrica che aveva un aspetto che solo vagamente
ricordava una chitarra. Spiccava il design, moderno e avveniristico.
Il profilo ergonomico arrotondato e smussato in precisi punti e
la doppia spalla mancante erano cose mai viste prima d'allora. Impressionanti
erano poi i congegni di cui era dotata: c’erano ben tre pickup
che permettevano la regolazione separata dei poli magnetici per
ciascuna corda; c’era uno strano ponte, capolavoro di micromeccanica,
che permetteva anch’esso la regolazione separata di ciascuna
corda; infine, dal ponte spuntava poi una leva per ottenere l’effetto
“vibrato” con un meccanismo misterioso perché
non visibile, detto “tremolo sincronizzato”. Il suono
di questo strumento non poteva essere che unico: chiaro, pulito
e, allo stesso tempo, squillante e scattante, aveva un mantenimento
assai lungo e poteva essere trattato in vari modi: attraverso i
controlli di volume e di tono, attraverso il selettore dei pickup
e attraverso la leva – tutti aggeggi posti alla portata della
mano destra. Anche agli occhi di un chitarrista di allora, la Stratocaster
doveva essere tanto unica quanto strana e complessa.
Molti erano scettici sul suo futuro, ma si sbagliavano. Oggi, infatti,
possiamo dire senza possibilità di smentite che la Stratocaster
è assai importante nella nella storia della musica. E’
ancor oggi la chitarra elettrica più suonata e più
imitata, e la sua fortuna non accenna a diminuire. Spesso la si
paragona a marchi come Levis o Coca Cola, la si considera un'icona,
un mito; ma in realtà la Stratocaster è molto, molto
di più: non solo rappresenta la chitarra elettrica per antonomasia,
non solo popola i sogni e i desideri di ogni chitarrista pop-rock;
essa ha rappresentato una vera rivoluzione nell'ambito degli strumenti
musicali e nelle tecnologie musicali, un punto di non ritorno che,
al pari ad esempio del fortepiano di Bartolomeo Cristofori nel Settecento,
ha inciso profondamente nella storia della musica del secondo Novecento
mostrando ai progettisti nuove soluzioni tecniche e dando accesso
ai musicisti a nuove soluzioni sonore.
Questa mostra celebra i cinquant’anni della Stratocaster.
Ma parlare di Stratocaster significa anche parlare del suo inventore:
Leo Fender, uno dei più importanti progettisti e costruttori
di strumenti del secolo scorso. In fondo, la Stratocaster non è
altro che il coronoamento di un percorso fatto di ricerche ed esperimenti
iniziato da Leo Fender nel 1938 presso il Fender’s Radio Service.
In questo percorso, Fender fu protagonista di due importantissime
innovazioni: nel 1950 mise per primo in commercio una chitarra a
corpo pieno e l’anno seguente inventò il basso elettrico.
Tutto questo era il frutto di una filosofia costruttiva che porterà
nel 1954 Leo Fender a giungere alla sua chitarra “definitiva”:
la Stratocaster.
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