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LA
CHITARRA DEI SOGNI |
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Fin
dalla metà degli anni ’50, La Fender Musical Instruments
si distinse per la quantità d'idee che sfornava, per la sua
fantasia, il suo entusiasmo, la sua carica, oltre che per la qualità
dei suoi prodotti. Se c'era qualcosa che la concorrenza temeva,
era proprio questa vivacità, aspetto carente nell'industria
degli strumenti musicali consolidata, che non riusciva ad uscire
dagli stereotipi consolidati. Questo è evidente anche nelle
campagne pubblicitarie lanciate dalla Fender, delle quali qui diamo
alcuni esempi, molti dei quali tratti dalla collezione privata della
M. Casale Bauer.
L'accattivante campagna pubblicitaria curata dal fotografo Bob Perine,
lanciata alla fine degli anni 50, testimonia bene tale peculiarità:
mentre marchi affermati come la Gibson proponeva foto di attempati
jazzisti impegnati a suonare chitarre raffinate, la Fender propose
una serie di cartelli pubblicitari che mostravano persone con a
tracolla le strane chitarre Fender mentre erano impegnate in tipi
di attività come andare in surf, salire sull'autobus, scalare
una montagna, gettarsi col paracadute e così via. Il tutto
condito dallo slogan: "You won't part with yours either".
Ognuno poteva trovare la fotografia, ovvero la chitarra, con cui
identificarsi. |
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Ritroviamo
questa dimensione onirica e un po’ bizzarra anche in alcune
delle campagne future. La chitarra, insomma, come strumento per
tutti, professionisti ma anche dilettanti. La Fender aveva cioè
intuito che la chitarra elettrica era destinata a diventatare uno
strumento diffusissimo in quanto simbolo di un modo di fare musica
semplice e immediato dove, conoscendo anche solo pochi accordi,
ci si poteva divertire e, addirittura, salire su un palcoscenico.
Inoltre, aveva anche capito che, parallelamente ai mutamenti che
stavano caratterizzando il mondo della musica nel dopoguerra, la
dimensione simbolica della chitarra stava diventando sempre più
ricca e complessa, e che dunque era necessario giocare su vari livelli
di interpretazione, anche puntando senza esitazione sull’effetto
di qualche trovata stravagante o bizzarra.
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Certo,
la promozione della Fender prevede anche un altro stile, quello
diretto ai professionisti. Spesso, come consuetudine in questi casi,
la figura del testimonial è fondamentale, e la Fender di
testimonial ne ha avuti parecchi ed eterogenei, da Mary Kaye, una
star del pop degli anni ’50, all’inossidabile Eric Clapton,
dal grande chitarrista western swing Eldon Shamblin a Eric Johnson.
Le pubblicità, poi, fanno anche spesso riferimento a figure
leggendarie, che sono state fondamentali per la valorizzazione e
la diffusione della Stratocaster, come Buddy Holly o Jimi Hendrix.
In questi casi, spesso, troviamo maggiori informazioni sulle caratteristiche
degli strumenti, che interessano soprattutto i musicisti professionisti.
Sempre però le immagini degli strumenti Fender, anche quando
semplicemente fotografati accanto ad un amplificatore e ai vari
accessori, comunicano un misto d’eleganza, modernità
e qualità che li rende gli “strumenti dei sogni”.
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